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Sala 2:

In questo ambiente si propongono alcuni aspetti legati alla quotidianità della cultura ebraica. Nella prima vetrina di sinistra sono esposti degli oggetti utilizzati per l’esercizio della preghiera, come i tefillin o filattieri che sono due piccoli astucci quadrati di cuoio nero di un animale kasher, cioè considerato adatto, conforme alla legge. I filattieri contengono al loro interno alcuni passi biblici scritti su pergamena. Questi filattieri grazie alle cinghie fissate su di un lato vengono allacciati uno al braccio e l’altro sulla testa durante le preghiere del mattino. Si possono notare alcuni esempi di copricapo maschile di un tempo. Tutt’oggi gli uomini usano coprire il capo con la kippah in segno di rispetto verso D-o.

In basso invece sono presentati alcuni manufatti relativi al pasto rituale del venerdì sera che dà inizio allo Shabbat che termina la sera del sabato. Questo giorno festivo viene santificato attraverso i tre pasti obbligatori, la benedizione del vino, l’accensione delle candele, lo studio della Torah costituita dai primi cinque libri biblici.

Nella vetrina successiva, invece, viene esposta della biancheria domestica per sottolinearne il valore e la qualità dei ricami e dei decori. In basso sono proposti alcuni utensili per evidenziare l’importanza che il trattamento igienico della cucina riveste nella cultura ebraica, anche in relazione alla kasherut, cioè l’insieme delle regole alimentari ebraiche. Nella vetrina di destra l’attenzione è rivolta ad una delle festività più significative dell’ebraismo, la Pasqua ebraica, Pesach, che rievoca l’uscita degli ebrei dall’Egitto all’epoca di Mosè. Altri utensili sono esposti per presentare il tema del rispetto delle norme alimentari a cui sono tenuti gli ebrei. A titolo di esempio si fa riferimento alle modalità di vendemmia e alla macellazione kosher. I panelli della sala ripercorrono la storia degli ebrei di Fondi in età medievale, nei quali troverete notizie riguardo l’alimentazione ebraica in Italia tra fine Medioevo e prima età moderna e informazioni sulle regole dell’alimentazione kosher.

Proseguendo la visita in fondo alla sala in posizione centrale è posta una menorah, il tipico candelabro a sette bracci, un simbolo della cultura ebraica. In questo ambiente viene dato nuovamente spazio al tema delle principali festività ebraiche come Hannukkah, la festa delle luci. Diverse cerimonie scandiscono alcuni momenti di vita, come il matrimonio dove nel corso della funzione viene letta la ketubah, il contratto nuziale dove vengono regolamentati gli obblighi dei coniugi. Un esempio di contratto è stato qui riprodotto da un originale del 1391 a Krems in Austria. Un’ulteriore vetrina espone vasellame in metallo, proprio per rimarcare la rilevanza della lavorazione dei metalli preziosi presso le varie comunità dell’Italia meridionale in età medievale. I pannelli si soffermano sul ciclo della vita, ripercorrendone i momenti più significativi e le cerimonie che lo accompagnano. Inoltre, sono indicate le principali festività che scandiscono l’anno ebraico. Il calendario adottato è lunisolare, quindi, composto da dodici o tredici mesi, di ventinove o trenta giorni.

 

 

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